.
Annunci online

 
andreamasala 
il blog di Andrea Masala
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  giannicuperlo
centro per la riforma dello stato
cooperativa miki
leftwing
sinistra cosmopolita
el meu paìs d'itàlia
youdem tv
red tv
la fabbrica del sole
va_lentina
arci
seconde generazioni
melting pot
partito democratico
rifondazione comunista
peppe somma
inter press service
gibilix
  cerca

non riesco ad essere felice (mi diceva nel chiostro vicino le acciaierie) prova allora ad essere libero (rispondevo) (allora io) come quando a berlino c’era il muro (continuavo) (ancora io) da una parte eri felice, all’altra libero ma come (rispondeva) che gioia e libertà non vanno insieme? in questa nostra (dicevo) preistoria (insistevo) dell’uomo nell’umana preistoria che viviamo (in cui c’è storia solo per le élites, protostoria per noi che scriviamo e leggiamo e facciam conto) (e preistoria per tutti gli altri) (e quindi poi per tutti insomma…) i problemi di cui sopra abbiam divisi (continuavo) a berlino, se da una parte eri felice, dall’altra libero giravi ma questo con consueti incroci (improvvisavo, io) (a questo punto un po’ pentito, io) ché da una parte che eri libero dicevano (ti convincevano di questo dalla culla) (e agli altri tutti lo dicevano) poi dall’altra eri felice e soddisfatto (e solo quello potevi sentire) (solo la tua felicità, e quella di tutti) nell’89 (coi miei diciasett’anni) (con i miei pochi panni) (io) a berlino scansavo le macerie (appunto di quel muro) per camminar così sulla linea dove passava il muro in bilico tra libertà e felicità ho provato una sensazione di incompletezza dell’una e l’altra cosa che ancora non si posa che mi sta ancora qua


 

Diario | Politica | Movimenti |
 
Diario
1visite.

15 novembre 2010

PISAPIA E CIVATI

A milano avrei senza dubbio votato Pisapia. Un pò perché è senza bubbio una persona seria e preparata, con anni di attività politica sempre in difesa dei diritti dei più deboli. Un pò perché Boeri invece, pur essendo anche lui serio e preparato, rappresenta per me l'ennesimo episodio di un vizio che rappresenta e perpetua la debolezza della politica: l'idea cioè di prendere dalla società civile persone senza esperienza politica, l'idea di puntare su "gente che piace alla gente che piace", l'idea che si vince con candidati moderati, anzi meglio proprio indistinti. Un partito postpolitico e neocentrista che pensavo avessimo archiviato con l'ultimo congresso. Ma, come si vede, se non lo archiviamo noi lo archiviano gli elettori.

Da ciò non direi che abbia contato l'effetto Vendola, né che il caso milanese suggerisca parallelismi con quello nazionale.
Piuttosto penso che dovremmo smitizzare questo concetto delle primarie o quantomeno usarlo con grande accortezza: non è detto che si selezionino i migliori né i più adatti a vincere nella società reale. Potrebbero vincere i più bravi a mobilitare una parte ridottissima dell'elettorato (siamo sempre sul 10%) per ragioni clientelari o demagogiche.
E poi farei un ragionamento sul guppo dirigente milanese che mi pare ne azzecchi poche da ormai troppi anni, compreso il giovine Civati.
Appoggiando Pisapia il PD milanese avrebbe offerto un'immagine diversa e innescato dinamiche innovative reali e non solo d'immagine.
Ora spero che tutto il partito si metta a disposizione del candidato (che un partito non ce l'ha, visto che Vendola concepisce SEL meno di un comitato elettorale o di uno specchio in cui narcisizzarsi) per vincere.




permalink | inviato da andreamasala il 15/11/2010 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre        febbraio